La Biblioteca Universitaria di Pisa
e
L'Associazione Italiana Biblioteche, Sezione Toscana
Presentano
IL BENE TOLTO*
Romanzo di Giusi D'Urso
Felici Editore, Marzo 2009
(seconda edizione)

LETTURA AD ALTA VOCE
Venerdì, 6 marzo 2009 ore 16
Biblioteca Universitaria di Pisa
Via Curtatone e Montanara, 15
Pisa
a cura del Gruppo Teatrale "Il Gabbiano"
in occasione della Festa della Donna
Oltre all'Autrice saranno resenti
Sandra Pesante (Biblioteca Universitaria di Pisa)
Patrizia Luperi (CER Toscana)
Fabrizio Felici (Felici Editore)
Edda Conte (scrittrice e poetessa)
Alessandra Sciacca Banti (scrittrice e docente)
La lettura di alcuni brani potrà essere estesa ai partecipanti per conividere il piacere di leggere
*copertina della nuova edizione di Michela Volpini, "Verso l'oltre"
Mangiare sano e inquinare meno: proviamo?
Un libro di Giusi D'Urso e Paola Iacopetti
Illustrazioni di Michela Volpini
Felici Editore
Un libro per tutta la famiglia.La Terza Stanza è il luogo dell’anima dove la mente elabora il pensiero, rivive i ricordi, si abbandona ai sogni… Nella terza stanza si incontrano fantasmi e si forgiano idee, ci si riappropria della fantasia,si impara ad amare il bello, a dibattere e contrastare il bene e il male, quello esistente dentro e fuori di noi. Talora si riscopre il coraggio e la voglia di vivere.
... per leggere, scrivere e commentare insieme...
di Giusi D'Urso
SABATO 11 ottobre ORE 10-20
DOMENICA 12 ottobre ORE 10-20
Sabato 26 luglio 2008,
Porto Turistico Cala de' Medici
Rosignano Marittimo
(Livorno)
Presentazione de
Mi specchio sulla lastra bianca e penso a cosa sono adesso. Ti racconto appassionata il mio lavoro e la fatica d'esser madre; l'inadeguatezza, le mie fragilità, l'amore che ravvivato torna a rendermi una fanciulla allegra. Chissà se riconosci in me quella ragazza inquieta e mai contenta! Chissà se, non potendo più chiamarmi "stella", mi circondi di sentimenti nuovi e di soddisfazioni!
Ali che si schiudono sono le mie giornate adesso e tu non sai quanto le sento scorrere veloci, quanto mi affanno perchè ogni giorno non sia mai lo stesso, ogni tramonto un nuovo assaggio di questa strana vita. A morsi mangio ogni minuto come fosse pane ed affamata di quella vita che a te faceva male, ritrovo in me la forza che avevi nell'inventarti ancora.
Sei andato via da sette anni e un giorno, e solo adesso vedo quanto ti somiglio... pa'!
La paura che ci riduce in pezzi nel giro di una notte, quella per l'Imponderabile, per le cose che non riusciamo a controllare... quella paura è perfida alchimia. Astuta e diabolicamente attenta coglie ogni frenetico pensiero si attorcigli fra la gola e il cuore e fa sgorgare le lacrime e le ansie insieme, di una madre per suo figlio, di un ragazzo per il padre, di un amore per un altro...
C'è nell'Imponderabile tutto il senso della nostra vita, non trovate? C'è la precarietà di esseri minuscoli che fino a ieri hanno creduto di poter cambiare il mondo! "Piccoli", questo è l'aggettivo giusto. L'essere umano è piccolo, e per quanto cose grandi possa fare egli resta assolutamente in bilico fra vita e morte e trema, piange, soffre di fronte alla paura dell'Imponderabile.
Ne è la prova il sole che ci si apre dentro nel momento in cui le notizie che arrivano sono confortanti: appare d'improvviso e illumina la nostra vita. E allora ci sembra d'essere ancora più invincibili di prima, ci commuoviamo e facciamo sogni e progetti enormi.
E' strano ma bellissimo sapere che in noi la memoria non fa scempio dell'ottimismo e della serenità, cosicchè quando ancora l'Imponderabile ci metterà paura non saremo neppure un briciolo più saggi della volta prima!
di Giusi D'Urso
Edizioni Progetto Cultura
... Un anno fu il presepe di cartapesta. Per quanti giorni suo padre tenne la vasca da bagno occupata dalla carta immersa nella colla! Sua madre era furiosa. Non solo per lo sporco e il disordine, ma anche, forse soprattutto, per l'indifferenza che lui ostentava di fronte alle legittime proteste.
Ma l'uomo aveva il suo progetto da portare avanti; niente e nessuno lo avrebbero fatto desistere. Tutto era molto chiaro nella sua mente, nei minimi particolari, sin dall'inizio. Sapeva esattamente come avrebbe costruito il mulino e di che colore avrebbe dipinto il tetto delle case e il recinto dell'ovile.
La bambina s'incantava a guardare quelle mani che modellavano la cartapesta, che incollavano i pezzi di sughero e di legno per costruire casette e rifugi. Lui lavorava in silenzio in quelle sere invernali, scaldate dall'attesa familiare ed intima che precedeva la festa. Nessuna domanda volava dai pensieri alle labbra della bimba. Solo l'incanto di quei gesti rassicuranti e al tempo stesso misteriosi, che la tenevano sveglia fino a tarda sera e l'accompagnavano sino alla soglia morbida ed esausta del sonno.